Archivio | gennaio, 2012

– 24

31 Gen

Mancano 24 ore alla detonazione definitiva di agneasy.splinder.com – il mio vecchio blog. Non del tutto insospettabile come prospettiva, visto che era una fabbrica di fuochi d’artificio, e sappiamo che queste, spesse volte, esplodono.
Ho passato un bel compleanno, in compenso, e la felicità mi leva la voglia di scrivere.

Non mimarmi, non ti vedo.

23 Gen

È la storia di un mimo che si innamora di una donna cieca. È quel che salta fuori da un delirio in notturna, da un mondo attorato che improvvisa, per dare la libertà a pensieri vaghi e impulsi non meglio identificati. È un gruppo di attori, ADA – Arsenale delle apparizioni, che recita a soggetto, che non ti stancherai mai di guardare perché – oh! È una storia nuova, tutto è nuovo.

In guerra e amore tutto è lecito, ma la gelosia è una brutta bestia e non andrebbe provata.
Sono gelosa del mio punto di riferimento, come se dovesse essere una persona speciale solo per me, e invece chissà quante persone ci tengono allo stesso modo e a quante persone lui vuole ugualmente bene.
Sono gelosa dei miei amici, perché ho paura che trovino più speciali altre persone, e si dimentichino di me. Poi le conosco anche io queste persone, e meraviglia!, sono davvero speciali, anche io vorrei diventare loro amica ed essere speciale per loro, tanto che poi stringo mille legami e nessuno è veramente profondo. Soffro della sindrome dei lavori a maglia: inizio, sono entusiasta ed euforica quando parto con qualcosa, ma non la so portare a termine. Ho paura di innamorarmi troppo, di entrare troppo in confidenza con qualcuno, di affezionarmi perché avrei paura di pentirmi, o di non essere all’altezza…

Ma dopo che mi hai conosciuto fino in fondo, vuoi ancora passare del tempo con me?

Ho delle strane priorità, sono diversa dagli altri. Ma non troveremo mai un’anima gemella, è finta come il principe azzurro e Babbo natale, vero?

Credo che l’ordine dell’universo mi stia facendo scontare la prova di aver lasciato un amore senza dare troppe spiegazioni, trasformandomi in un enorme spalla su cui far piangere amici e amiche che sono statie lasciatei. Una sorta di purgatorio anticipato – be’, visto che sono a credito, spero che quando arriverà il momento di saldare i conti dull’unghia, il pagamento anticipato della pena sia conteggiato come sconto, almeno.

P.s. No ora è tardi e la foto non se la becca questo post. Se poi ho voglia domani, se ne riparla.

A cup of me.

21 Gen

E’ arrivato il momento in cui i bambini urtandoti per strada ti guardano e dicono “Mi scusi, signora!” e vanno via, sorridenti perché hanno fatto gli educati come ha insegnato loro la madre. E tu invece impallidisci, oh mio dio, sembro già così vecchia?
E’ il dramma di aver iniziato a vestirsi di nero, io lo so. Se avessi avuto un completino sgargiante e di 15 colori diversi non mi avrebbero preso così sul serio. Mi avrebbero dato del Lei, sì, quello d’accordo, ma con tono meno importante.

Fortunatamente ci sono cose più terribili che ti possono capitare, instead of diventare grande.

Esempio:
– non avere tempo di scrivere una storia che finisce in cannibalismo né di andare a giro per i saldi, perché bisogna studiare per l’esame.
– non avere tempo di inventare un buon post da inserire nel blog.

Dite che mescolare parole inglesi all’italiano è sindrome di disturbi del linguaggio?
Dicono che se in famiglia si parla sempre di politica, poi i ragazzi sono più bravi a scuola.

Viaggiare, viaggiare… Credo che andrò a Matera per le vacanze pasquali. Un posto seminuovo. Credo che la vita in solitudine mi renda folle, devo inebriarmi di persone… come di té, e di caffé. Insieme.
Cioè, non té mescolato a caffé. Uno in una tazza, uno nell’altra. I sapori si esaltano, e poi teina e caffeina mi rilassano.
Una tazza e mezzo, e via.
Se un giorno avrò tempo, anziché foto modificate male con gli effetti casuali di Photoshop (!) potrò mettere dei disegni sul blog, no?
E anche belle storie… basta solo aspettare e sognare. Magari se lo scrivo tante volte alla fine lo farò davvero.

Carnot non era così antipatico.

16 Gen

Non ho troppo tempo per preoccuparmi del blog… Poi quando sto bene scriverei solo di coniglietti – oppure potrei fare una filippica sugli impianti termici, ma non sarebbe interessante… No?

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Cioccolata ricoperta di cioccolata.

12 Gen

Poi dovremmo iniziare a camminare sulla strada, giusto?
Non è più momento di marciapiedi, ma di stare dalla parte pericolosa del senso di marcia.
Decidere dove stare, insomma, o se non proprio quello almeno provarci. Tentar non nuoce, giusto?
Forse è non tentare che nuoce. Annichilisce, fa odiare le cose intorno che invece evolvono al posto nostro.

Non so se amo le cose che faccio. Però amo le persone che ho intorno, ciascuna a suo modo.
Cioccolatini. Ho fatto indigestione di cioccolatini – e devo anche esser sembrata una cicciona avida.
Piuttosto stupida, forse.
Ma no, hanno pensato che li avesse mangiati tutti la bionda, perché li aveva davanti.
Era un mostro di cioccolatini.
Cioccolata ricoperta di cioccolata.
La felicità dev’essere fatta così, no?

 

Perché a volte mi blocco?
Sono le cose che mi piacciono, che mi spaventano. Quando iniziano a non piacermi più non importa, o la va o la spacca, posso anche trattarle male, senza starmici a scervellare, se qualcosa che non mi piace va male, che fa?
Il processo con cui inizio ad odiare le cose è veloce, irreversibile, senza sosta. Alla fine non mi ricordo neanche più il motivo scatenante.

E altre volte rimango senza parole, non so da che parte iniziare. Perché ho paura di rovinare una cosa – e poi finisce che a fare l’imbranata si rovina lo stesso.

Mi stanco troppo facilmente, troppo.

Biglietti, prego.

8 Gen

Chi mi porta a vedere la Francia di Alexandre Dumas?

Se possibile, mi manca quel genere di romanzo d’avventura.

Incoraggiamento

8 Gen

…you know very well what to say to make a woman smile, don’t you?

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