Rondini

20 Feb
Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende
che pigola sempre più piano.

Guarda!
Guarda cosa?
Giovanni le stava indicando un punto preciso fra i rami, ma Maria non sembrava rendersene conto. Continuava a voltare la testa, senza capire cosa ci fosse tanto da osservare.
Quello, un nido di piccettini che cinguettano, l’hai visto?
Lei aguzzò gli occhi e scosse la testa.
Oh, per Diana, quanta cecità te e quanta pazienza io. – le si mise alle spalle, e le sollevò il braccio – Dove punta il tuo dito. Lo vedi?
Aaah, sì! Dei passerotti.
Potrebbe darsi, io voglio pensare che siano rondinotti.
Eh, ora. Ha parlato l’ornitologo. Perché proprio rondini e non pettirossi? E’ buio, non si vede, smettila di fare il saccente.
Ma ascoltali, ascoltali come pinguettano.
E allora?
Stanno garrendo, è chiaramente il verso del garrito quello: sono rondini.
Ah, che udito sopraffino.
Trovi? – ora si era messo accanto a lei, le aveva passato un braccio intorno alle spalle. – Ci sento benissimo, io. E lo sai.
Non è vero – disse Maria, e fece per scansarsi. – Quando ti dico che sei stupido fai il sordo e fingi di non sentire.
Lalalallalalalalà – canticchiò un attimo – non è vero, non è vero.
Sei così infantile.
Ah, continui! Guarda che al ritorno sei tu che pedali e io che mi metto a sedere sulla canna, se continui a prenderti gioco di me.
Ma non so portare io… Poi è buio, non ci vedo. Tu invece…
Io cosa?
Se è buio ci senti benissimo, ti sai orientare.
Ah, è comodo adesso!
Giovanni sorrise, ma nell’ombra che era calata lei non poteva vederlo. Rimasero in silenzio per un po’. Maria si strinse le braccia intorno al corpo, poi proferì:
Grazie di avermi portato qui. Si sta bene adesso, non è caldo come in paese.
Adesso hai freddo, vero? – la guardò, poi aprì lo zaino che aveva messo a terra accanto alla bicicletta, quando erano arrivati. – Allora è il momento di prendere questa, giusto? – Stese la coperta con uno scricciolio di terra, rametti e foglie sotto di sè, e vi si sedette sopra, invitando anche lei a farlo. – Vieni dai, c’è calduccio per tutti e due.
Maria si sedette, e si strinsero sotto la coperta. Giovanni sentiva la pelle nuda delle braccia di lei contro le sue. – Avresti dovuto portare una felpa, che sciocca. Non sai che scende molto la temperatura nel bosco la sera? Si chiama – Escursione termica.
Spiritoso – sospirò lei, poi continuò – no, comunque no… non ero mai venuta nel bosco prima.
E le stelle cadenti come facevi a guardarle?
In città non si vedono. Bisogna andare troppo lontano per vederle, fuori e fuori e fuori, lontano dalle luci, ma insomma. Ci vuole troppo tempo che finché arrivi quelle che dovevano cadere sono già cadute tutte, e non c’è gusto.

 

 

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Una Risposta to “Rondini”

  1. kiicsiga febbraio 23, 2012 a 15:35 #

    Non ho mai provato a cucire, ma spero che sia effettivamente facile da imparare.. XD

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