Archivio | giugno, 2012

Cosmo

16 Giu

Cedo gentilmente alle proposte ammalianti della televisione, così mi guardo le mie meritate puntate dei Fantagenitori. Oh fantastico, credo che starete pensando tranquillamente a quanto sia interessante questa notizia per voi, tanto da scriverla su un blog in mondo(web)visione.

Non sono preparata psicologicamente a stasera, alla luminara, alla biancheria appesa ai palazzi, con i loro legni geometrici e bianchi riempiti di candele che illuminano i Lungarni. Potrebbe essere ammaliante come insignificante.

La lunga oscura pausa caffé dell’anima.

6 Giu

Va bene, ho acquistato un libro solo perché in copertina c’era scritto “pausa caffé” e sono due parole che adoro. Ma l’autore era Douglas Adams, e c’era scritto “Inedito” in copertina. Ora, a me in realtà Guida galattica per autostoppisti non è piaciuto troppo, ho fatto una fatica immensa a leggerlo, il film mi è piaciuto di più. Nonostante queste premesse – e tolto che la commessa della Feltirnelli invece di scaricarmi i punti sulla tessera e farmelo pagare solo 40 centesimi me l’ha dato a prezzo pieno perché non aveva capito granché… – il libro è davvero bello. Anche se il titolo originale non parlava di pausa caffé, ma di “Tea-Time”.

Il tè mi piace alla stessa tregua del caffé.
Ci sono gli dei nordici.
Sembra un po’ Bukowski, ma è molto più comprensibile.

Non mi sembra corretto scrivere una recensione del libro senza averlo finito – anche se è una cosa che potrei fare benissimo!

In ogni caso, sono davvero contenta di averlo sul comodino, ma adesso sono stressata dall’esame in vista, che poi è dopodomani, e sono sicura che non riuscirei a gustarmelo come dovuto, come invece ho fatto l’altra sera, nel letto dei miei genitori che erano partiti, oppure nella vasca da bagno, o camminando da una stanza all’altra per compiere le funzioni vitali senza abbandonarlo aperto al contrario da qualche parte per non perdere il segno.

E’ un libro che mi rende felice – non vorrei finirlo in fretta.

Banchetto (poco etico).

1 Giu

C’è un modo di essere famelici, inesorabili, senza attendere altra direzione tendiamo a divorare tutto, inglobando ogni cosa, assorbendola per il nostro piacere e godimento. Non vorrei essere l’ultima a passare su un prato di margherite appena sbocciate e poi calpestate, macerate, sbriciolate dalla folla che salta, che le aggredisce, guarda laggiù, corriamo, tutti insieme andiamo a conquistare la collina, senza fermarci, il primo che arriva ha vinto e mangerà tutti gli altri. Uno per uno, gli saranno serviti come pietanze. Potrà decidere come cucinarli e con cosa accompagnarli, cosa aggiungergli da contorno, sarà un ottimo stufato, avevo proprio voglia di quello. Insomma, facciamo così: il secondo che arriva, per essere un ottimo secondo, dovrà essere accompagnato da verdure saltate, melanzane grigliate, una spolverata di aromi orientali – facciamo cumino e curcuma? – e poi voilà, avanti con il terzo e il quarto e il quinto, che sminuzzeremo tutti insieme a pezzettini ed aggiungeremo al pesto trifolato, Battista, stai prendendo appunti? Usa quel tizio alto laggiù e quello che gli viene dietro e altre cinque o sei persone che sceglierai tu per passarli alle corde di chitarra, che il pesto trifolato mi piace mangiarlo con gli spaghetti alla chitarra, se ti va di aggiungerci altre proteine spezzetta anche una coppia di donne, sì, hanno partecipato anche le donne alla corsa, ma non sono arrivate prime, il primo sono io, siedo in trono e mi lego il bavaglino dietro la nuca e impugno la forchetta, forza, cucinate(vi) per me, e fate in fretta.

Non vorrei essere al posto delle margherite calpestate, macerate, sbriciolate, per assistere a tutta questa carneficina umana che effettivamente puzza un po’, e il cannibalismo è ormai fuori moda da secoli – se si esclude qualche personaggio cinematografico di grande effetto basato su una storia vera. Il buon vecchio Hannibal, avrete indovinato. Certo, che fantasia. Hannibal The Cannibal. Potevano sforzarsi di più. Se poi pensate che abito in Toscana, quella “C” è sempre stata una “H” e da noi, i “cannibali” sono tutti già “Hannibali” o “Annibali”. Ma a volte le idee più semplici sono quelle di più successo, no?

Questioni di Bioetaica a parte, e tolto questo mio sogno un po’ macabro, è la prima volta dopo un bel po’ di giorni messi in fila che mi fa poco male la pancia, anziché tanto. Dicono che sia lo stress. WordPress ha il fuso orario indietro di un’ora rispetto al mio!

Forse, a breve, se sarò più lucida, farò un aggiornamento meno affamato.