Babele

10 Nov

Sali sul primo treno che trovi, vuoi solo andare via, ti aiuterà a riflettere meglio. Vuoi dare un taglio drastico al precedente, ed ecco che invece sei salito sul treno per Milano via Genova, quello che hai già preso tante volte, per andare a trovare la parte del tuo cuore che si è separata e vive lì. Non te l’aspettavi, ma le gallerie della Liguria non sono le stesse. Invece di vedere il mare per quei millesimi di secondo, fra un buco nero e un altro, il treno devia, e ne prende la via. Binari non ce ne sono, eppure nessuno va sott’acqua. Il treno viaggia fra le onde. A figure comes out from the waves “Hey, can I come on board? It’s wet in here”
“NO YOU CAN’T. STAY THERE!” “But I’m stacked. I need help” “YOU CAN’T!”
Oh, via, fatela salire. Scusate, devo aver avuto un problema con il traduttore estemporaneo.
“Non è un problema del traduttore, è suo. Se la facciamo salire, scatenerà una Babele. Sta già interferendo, ed è così lontana. Don’t azzardare a darle una mano.”
Ti ritiri, perplesso, non sicuro di aver capito everything she said.

That’s nice. Come ho passato le ultime due ore di Geotecnica ieri. A immaginare questo viaggio del treno in mezzo al mare, con l’essere che vuole salire, con il problema di mescolare le lingue.

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