Stucked here.

27 Dic

Il buddhismo ha suggerito come mettere in ordine la propria casa aiuti la meditazione e ci renda più felici di convivere con noi stessi. Mentre facevo il letto – cosa rarissima che accada in orario intorno all’ora di pranzo, di solito è un evento procrastinato alla sera… – ho avuto una rivelazione. Lui ti fa sentire speciale e importante, proprio tanto, ti rende una persona unica eppure fa così con tutti, e quando te ne rendi conto ci rimani male perché credevi di essere la sola meritevole di tanta considerazione. Ti distrugge un po’ interiormente, e credi che sia una forma di opportunismo piuttosto pronunciata, elevare momentaneamente qualcuno per poi lasciarlo andare non appena se ne perde interesse. Ma lui ci crede veramente quando ti parla, si fida di te con ogni sua possibilità. E lì ho capito: è la mia stessa sincerità, siamo uguali. Anche io faccio lo stesso. E’ una forma di amore incondizionato verso tutte le persone che incontro, ma agli altri alla fine sembra che io non voglia bene a nessuno, perché ci sono per tutti come per nessuno. Risulto un po’ antipatica forse, come alle volte ho pensato che potesse essere antipatico lui. E invece è un gioco complesso nel tenere insieme tutte le persone che ci circondano, quelle alle quali abbiamo voluto bene in tempi andati, e la nuova famiglia che ci sostiene tutti i giorni.

Ho visto lo Hobbit – dura decisamente troppo anche se è più divertente del Signore degli Anelli – le facce di Martin Freeman sono impagabili e Gandalf sembra la maestra che porta i bambini in gita quando conta che i nani ci siano tutti e si assicura che non facciano troppo casino.

Ho letto due pagine di Pennac, e mi sono i venuti i brividi. Sono cominciati dalle gambe, il tempo di rendermene conto che avevo la pelle d’oca sulle braccia e anche sulla schiena, fino al retro delle orecchie. Basta veramente così poco. Devo smetterla di fuggire dalla lettura. I libri mi rendono migliore, ma a volte voglio rimanere a remare nello stagno paludoso e fermo dell’incoscienza, l’anima messa in pausa per timore di soffrire troppo. La scelta più semplice.

La scimmia Paco mi guarda dalla sedia, coperta da una coperta di collant bordeaux, ha uno dei sorrisi più rassicuranti, la bocca ad U, serena nonostante sulla sua testa incomba il dragone di peluche lungo un discreto numero di centimetri, il fuoco al posto della lingua.

 

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