Il nazista nel chiusino

2 Mar

Ora voi immaginate mia nonna che mi racconta, a colazione, diversi avvenimenti del suo passato. Nonna è del ’33, e si ricorda la guerra. A pranzo mette litri di olio ovunque perché vederne poco le ricorda la miseria del tempo: “Non avevamo la chiave per chiudere la porta, lasciavamo aperto. Oh, non perché all’epoca non ci fossero ladri, o perché le città fossero state più sicure! Ma eravamo sette figli, e non avevamo niente. Cosa avrebbero dovuto rubare?

Ogni tanto racconta una storia nuova (non sempre – ma è comunque un piacere da ascoltare). Il racconto che segue è riferito testualmente, ma tradotto, anche se in dialetto sarebbe stato molto più divertente.

C’era una volta il fascismo. I tedeschi nazisti, che erano fascisti anche loro, si tiravano e vantavano nei bar italiani. Erano impostati e camminavano dritti dritti, come quella tedesca che c’è ora e che si vede in tivù, la capa, anche lei cammina tutta rigida ed è terribile. E poi c’era questo tedesco, era titolato e prendeva in giro gli italiani, si sentiva bello, anche se non lo era. I militari americani quelli sì, quando arrivarono erano belli, e poi regalavano la cioccolata e poi dicevano “Alò, cingom?” E i bambini gli correvano tutti dietro. Io no, mi vergognavo, ma mio fratello Nzino e Angelino sì – Angelino di più, era più faccia tosta. Ma questo succedeva dopo. Prima vennero i tedeschi, dopo se ne andarono con gli americani, che cacciarono i fascisti.

Questo tedesco fascista che ti dicevo poi, più era brutto più si vantava. Diceva di essere migliore, al bar, sai quello che c’è vicino alla porta del paese, la conosci, no? Ecco, lui andava lì, ed era antipatico.
Ah, ma un giorno ha smesso.

L’hanno trovato, una mattina, l’avevano infilato in piedi nel chiusino proprio davanti a quel bar. Dicevano che ci era caduto la notte prima, perché era ubriaco. Pensavano che si fosse addormentato lì dentro.
Il nazista che dormiva nel chiusino.

Ah, ma non rideva più, eh!
L’avevano ammazzato.

Mia nonna ride “‘ntu culo alli tedeschi!

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Una Risposta to “Il nazista nel chiusino”

  1. ☆雨雨☆ marzo 3, 2013 a 01:15 #

    Buonasera Agnis! O meglio, buonanotte, dato l’orario! :O Hai ascoltato il tuo programma preferito alla radio? 😀
    Guarda, non so nemmeno come ho fatto a studiare così tanto, sta di fatto che alla fine è andato tutto bene e sono più che soddisfatta! Anche se avrei preferito passare l’esame di storia, mannaggia. çWç
    A me piace prendere il treno, ma solo quando è tutto improvvisato e lasciato al caso. Le partenze di solito mi agitano e dunque non mi piacciono: bisogna preparare i bagagli, controllare ogni volta se si è preso tutto, senza contare che poi è scomodissimo portarsi dietro la valigia! No, viaggiare in questo modo non fa per me. E’ meglio fare tutto all’improvviso! 😀
    Purtroppo, per quanto possiamo provare ad allontanarle, le persone che sono state importanti nella nostra vita, in un modo o nell’altro ritornano, ed è difficile riuscire a metterle da parte totalmente. Difficile, ma non impossibile. 😉 Forse hai solo bisogno di tempo, chi lo sa. 🙂 Sta di fatto che sì, non possiamo di certo fermare la nostra vita per una sola persona, che inoltre ci ha deluse! Per niente proprio!
    Dunque, come stai? :3 Spero bene!
    Baci baci baci! ♥

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