La corte dei Miracoli

9 Giu

Esautorati dal prato dei miracoli, non ci lasciano più la pietra così calda della notte sul battistero. Sedere lì e ascoltare qualche nota strapazzata dal cellulare, se va meglio dalla chitarra (nessuno dei miei incontri notturni se la portava dietro, ma tanto). Il gelato mangiato sull’erba, quando fa così caldo da correre sotto il getto degli idranti, le partite a calcio, col frisbee tanto è notte e chi lo vede, non importa. Il marmo che brucia. È l’identità di una città, è il modo in cui sono cresciuta, and nothing more.

E ora ti puntano addosso un riflettore, e ti sgomberano con una pattuglia.

E non ci sono mai stati segni di inciviltà ubriaca in quella piazza, e innumerevoli sono gli atti criminosi nel resto della città. E allora, perché un coprifuoco dove c’è la Torre?

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2 Risposte to “La corte dei Miracoli”

  1. S. giugno 9, 2013 a 19:37 #

    Le città cambiano.
    Ci dicono che saranno sempre più belle e accoglienti.
    Ma siamo sempre più ingabbiati.

    • Unagna giugno 14, 2013 a 09:12 #

      Peccato che l’idea politica di ‘cambiare’ sia quella di buttare fuori la gente dagli spazi urbani per lasciarli vuoti e immutati.

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