Archivio | ottobre, 2013

Inparare con la n.

11 Ott

Il vento è odioso
se mangi il gelato,
o se piove ma
a quest’ora
aiuta a a sentirci meno soli.
Eventi mettono il mio stato d’animo in pausa.

Stasera mi sono detta: esco prima, così se le finestre sono aperte andrò a chiedere ospitalità, con la faccia parecchio tosta, e da lei. E poi non ho finito di formulare il pensiero che è apparsa Sara, che andava da lei. Mi sono sentita magica: pensi a qualcuno e appare la controfigura, tempestivamente.

Le porte del balcone erano effettivamente aperte. Sara si è seduta sugli scalini, forse ad aspettare che scendesse.
Io mi sono seduta dietro la statua, ad aspettare che finisse. Non volevo vederla neanche da lontano, se fosse scesa. Non volevo vedere Sara entrare.
Continuerò a rimpiangere quella soglia.
Sì le cose vanno avanti e potrei essere meno patetica, ma
forse è normale. Non mi abituerò mai.
Sono entrata dentro il teatro Rossi, ed era così vuoto e silenzioso e disabitato eppure c’era un ragazzo gentile che sistemava le sedie. Pausa.

Ora ho anche un cappellino da cantiere che mi rende orgogliosissima e mi posso fare le foto da mandare alle mie amichette, grazie al mio potentissimo cellulare interconnesso.

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