Archive | gennaio, 2014

The fortune teller.

28 Gen

Nel libro che sto leggendo, American Gods di Neil Gaiman, il protagonista prende un bigliettino da una macchina che predice il futuro da Luna Park, e sul biglietto c’è scritto “Non esiste il tuo numero fortunato. Non esiste il tuo colore fortunato.” Io direi che non sono proprio nel massimo della fortuna: mentre lavavo a terra – che, per diana, era una buona azione e non meritava la ricompensa che segue – mi è caduto il telefono nel secchio dell’acqua, che era così tanto sporca che non me ne sono resa conto finché non ho finito. Quindi ora non funziona in parte – non andava l’audio durante le telefonate, il resto sì. Ma quando mia  mamma mi ha lavato l’iPod, all’inizio funzionava, poi l’acqua sedimentando ha fatto il suo corso e ora il povero Caramella (si chiamava così) ha deceduto. Spero che il mio telefono non vada incontro a stessa sorte di decadimento circuitale, anche se non ci spero poi troppo. Per ora è chiuso in un sacchetto con il riso. Dice che assorba l’umidità per farlo resuscitare – tre giorni dicono di tenerlo, come il Cristo. Un mio amico mi ha detto che secondo lui funzionerà sicuramente, perché il riso è uno sterotipo cinese, e del resto i telefonini sono Made In China. Quando ero piccola pensavo che Made significasse una roba tipo “madre”, e quindi se avevi un’etichetta che diceva Made in Taiwan, avevi la madre in Taiwan. Non è poi così lontano dalla realtà come pensiero. Domani pomeriggio lo porterò a sistemare – se chiedono troppo, comprerò un telefono nuovo, sotto fascia. 

Inoltre oggi ho fatto prendere una multa per parcheggio a un mio amico – che spero accetti di far pagare  a me che già mi sento in colpa.

Ma basta lamentarsi, no? Ci sono anche cose belle che mi sono successe, ad esempio:

#1 – la cassata al forno che mi ha portato mia mamma dalla Sicilia. Ovviamente era solo metà, perché non l’ha trovata tutta, ma avevo detto che non mi sarei lamentata oltre.
#2 – un articolo sul giornale del Touring Club che parlava dell’isola dove Robert Louis Stevenson ha vissuto i suoi ultimi anni.
#3 – un articolo su Internazionale che parlava della capacità che abbiamo di descrivere gli odori, che in genere è molto limitata e poco specifica, a confronto con qualche tribù seminomade che vive ancora di caccia. Hanno fatto uno studio dove hanno proposto di descrivere alcuni odori a tante persone, metà inglesi e metà di questa popolazione – di cui ora non ricordo il nome ma iniziava per j e poi tanto non la conoscete quindi non vi cambierebbe molto. Ebbene, questa popolazione aveva parole specifiche, e individui diversi hanno saputo individuare con precisa esattezza e con le stesse parole ogni tipo di odore proposto. Gli inglesi no, hanno usato rigiri di parole, le descrizioni non coincidevano e, soprattutto, si sono avvalsi dell’oggetto stesso proposto per descriverne l’odore, ad esempio il limone era “limonoso”. Ma quello non è tanto dovuto a capacità olfattive, è più probabile che sia l’inglese stesso, che è una lingua così bella e intuitiva che per descrivere le cose basta semplicemente aggiungere ad esse una y e non c’è bisogno di fare troppi discorsi, si individua in maniera diretta un comportamento da cane, dog, dicendo doggy, oppure qualcuno che ammicca, voce del verbo blink, con blinky e così via. Era un bell’articolo, in più sono felice perché sebbene l’abbonamento al giornale sia mio, in casa lo riesco a vedere raramente perché i miei genitori o mio fratello me lo sottraggono.
#4 – ho ordinato Eleven Doctors, Eleven stories su Amazon perché avevo 15 euro da terminare su una carta di credito che a metà Febbraio verrà eliminata, e guarda caso faceva cifra esatta.

#5 – no, questa non la dico altrimenti forse non si avvera.

Oroscopo

24 Gen

(di Rob Brezsny, da “Internazionale”)
Ooooh, questa settimana dice che Simenon era dell’Acquario e ha scritto circa 500 romanzi, una media di 11 al giorno, e che non sarò mai prolifica come lui nel mio campo lavorativo ma ne ho la potenzialità. Forse è a causa di ciò che in questi giorni scrivo, scrivo, scrivo (e non sono feconda per l’esame che dovrei dare).
Detto ciò, in realtà avrei quasi finito il mio obiettivo della settimana ma ho sonno.

Capture

Ho iniziato a leggere A calendar of Tales di Neil Gaiman. Il 4 Febbraio dell’anno scorso Neil Gaiman ha fatto 12 domande su twitter, una per ogni mese, ad esempio “Perché Gennaio è pericoloso?” – di tutte le risposte date, lui ne ha scelta una e l’ha usata come spunto per scrivere brevi storie. E’ un progetto che è stato fatto in collaborazione con Blackberry. Se andate sul sito acalendaroftales.com lo potete consultare, c’è anche la versione letta da Neil ed è scaricabile come eBook o pdf. Gratis. Sì, è in inglese, d’accordo, ma sono storie corte corte. Per ora ho letto le prime due. Gennaio è molto più bello di Febbraio.
Sì, ho mandato anche io dei tweet ma voglio immaginare che non siano stati scelti perché il mio account appartiene al circuito italiano e quindi Twitter ha mostrato a Neil Gaiman i tweets di persone iscritte al network inglese, altrimenti avrebbe sicuramente scelto uno dei miei. Enjoy!

Caldo

22 Gen

Non c’è altro che generi più calore di una canzone di rock classico, ad esempio degli Who, dei Jefferson Airplane, di Janis Joplin. Forse non sarà l’apoteosi del virtuosismo musicale che potrete ascoltare ma be’, ecco, è infinitamente rilassante.

Una cosa è certa: per quanto sostengo che Mick Jagger sia definitivamente più bello ora che è vecchio, la sua donna quasi-fissa-del-periodo era davvero bella. E si chiamava come la donna di Sandokan (Marianne). E ha degli occhiali che voglio anche io.

contact-main_a_390068b

Febbre.

21 Gen

Ho la febbre di scrittura. Non penso di avere mai scritto così tanto. Oppure sì, ma non negli ultimi tempi. E con gli ultimi tempi intendo da quando ho finito le scuole superiori. Ho trovato il motto della mia vita, che è “Don’t even let your blanket get between you and your future”, e cioè non permettere neanche lontanamente alle tue coperte di frapporsi fra te e il tuo futuro. Ho passato un po’ troppo tempo con le coperte tirate sopra la testa. Stamattina alla radio nazionale un imbianchino senza lavoro da un anno era andato a fare da pubblico, e i presentatori dopo averlo scoperto hanno detto che se qualcuno aveva bisogno, avrebbero potuto telefonare. Ebbene, hanno telefonato. Una pillola di speranza mattutina, ogni tanto ci vuole per buttarti giù dal letto.

Sto cercando di affrontare una cosa che non mi piace. Ho sempre avuto dei problemi in merito. Quando ho provato a scriverequalcosa su Dante l’unica cosa che sono riuscita a fare è stata una Guida per viaggiatori, dove inveivo nei confronti del Divin poeta in quanto piagnucolone che ha paura di tutto e chiede in continuazione il permesso per spostarsi, nonostante abbia vinto un viaggio premio con guida del calibro di Virgilio, contrapposto a Ulisse che di permessi non ne aveva mai chiesto uno, era anche imbroglione, ed era un’ingiustizia estrema che fosse l’eroe bistrattato dalla letteratura. E non parliamo neanche lontanamente del tema storico sulla Rivoluzione francese e su Napoleone, che mi ha causato una crisi esistenziale e un incoraggiamento da parte del professore di filosofia che ha detto che la mia penna era il fioretto di Voltaire, ma nonostante quello più di mezza colonna, anche col libro davanti, non avevo prodotto nulla. Quindi mi distraggo, non produco. Ho il circuito cerebrale interrotto, l’energia produttiva tutta condensata e pronta ad essere scaricata nel progetto per il prossimo esame, ma quando provo a far passare questa carica, la piastra creativa sbanda e si trasforma in scrittura anziché in tavole da presentare al professore al prossimo ricevimento. Come faccio a magnetizzare questa energia nella direzione utile? Compratemi una calamita gigante per polarizzarla sul prodotto giusto.

Estimo civile e Sicurezza nei cantieri.

20 Gen

Il mio livello di attenzione è spesso molto alto, il problema è la durata. Avete presente gli atleti che sono perfetti per la corsa da velocisti ma non sarebbero in grado di correre una maratona? Un attimo di esplosiva concentrazione in cui do il meglio di me stessa a lezione quando prendo appunti e poi… be’, e poi sulle mie pagine arrivano un sacco di personaggi a ravvivare la situazione, nel bel mezzo del cammin di nostra lettura universitaria, mi ritrovai fra sketch oscuri, ché la lucidità per seguire io avea smarrita…

ORGANIZZAZIONE E SICUREZZA NEI CANTIERI

ECONOMIA ED ESTIMO CIVILE

The Blitz

18 Gen

Alla sede centrale della BBC News a Londra puoi visitare lo studio dove fanno i programmi di punta della televisione nazionale (fra cui il Graham Norton Show, e un quiz in Inghilterra molto popolare che si chiama Pointless, che vi prego, se qualcuno riesce a capire come funzioni guardandolo e basta senza andarsi a documentare su Internet è poi pregato di spiegarmelo).

La sala è la stessa sala dalla quale andavano in onda le trasmissioni radio durante la Seconda Guerra Mondiale, e dove le persone si rifugiavano al suono dell’allarme antiaereo. Se la visitate, vi faranno ascoltare anche una registrazione della trasmissione.

Il cronista parla.
Poi cade una bomba:
si sente un boato enorme, il mondo intorno che va in pezzi
e crolla.
E lui continua a parlare, senza cambiare tono di voce
perché le persone che ascoltano non si spaventino
E lui va avanti, senza cambiare tono di voce:
perché se i Tedeschi l’avessero intercettato sapessero di non avere ancora vinto.

Nietzsche diceva che non dobbiamo tenere troppo alto il passato perché
ci seppellirebbe fossili insieme ad esso
né possiamo dimenticarlo perché
il tempo ha sempre qualcosa da insegnarci.

Le compagnie di broadcasting sono così moderne, eppure con la leggerezza di Calvino, in un breve giretto si può passare da battere stivali e guanti di plastica su una vaschetta di pietre per fare i rumori di un’avventura radiofonica, ad ascoltare con quale sentimento sia stato possibile resistere al Male universale.

The blitz

Forse con troppo orgoglio si ricorda la vittoria inglese della Seconda guerra mondiale? Almeno nella popolazione è rimasta la coscienza di cosa fosse il bene e cosa il male: non è così brutto che il mezzo di comunicazione dia un certo tipo di insegnamento.
Noi, pare che ce lo siamo dimenticato da un bel po’.

Guy Laramée

16 Gen

Vi parlerò di questo artista canadese non appena ho il tempo di farmene una piccola, veloce, rapidissima cultura.

Per il resto mi domandavo: ma gli scrittori antichi erano davvero così capaci di annusare il futuro per scrivere le loro cose che sembrano attualissime e scritte oggi, erano loro veggenti? Oppure siamo noi uomini che siamo sempre arretrati e ragioniamo ora come facevamo mille anni fa?

Torno a studiare, ma intanto avevo pensato di scriverlo così non me lo sarei dimenticato.