The Blitz

18 Gen

Alla sede centrale della BBC News a Londra puoi visitare lo studio dove fanno i programmi di punta della televisione nazionale (fra cui il Graham Norton Show, e un quiz in Inghilterra molto popolare che si chiama Pointless, che vi prego, se qualcuno riesce a capire come funzioni guardandolo e basta senza andarsi a documentare su Internet è poi pregato di spiegarmelo).

La sala è la stessa sala dalla quale andavano in onda le trasmissioni radio durante la Seconda Guerra Mondiale, e dove le persone si rifugiavano al suono dell’allarme antiaereo. Se la visitate, vi faranno ascoltare anche una registrazione della trasmissione.

Il cronista parla.
Poi cade una bomba:
si sente un boato enorme, il mondo intorno che va in pezzi
e crolla.
E lui continua a parlare, senza cambiare tono di voce
perché le persone che ascoltano non si spaventino
E lui va avanti, senza cambiare tono di voce:
perché se i Tedeschi l’avessero intercettato sapessero di non avere ancora vinto.

Nietzsche diceva che non dobbiamo tenere troppo alto il passato perché
ci seppellirebbe fossili insieme ad esso
né possiamo dimenticarlo perché
il tempo ha sempre qualcosa da insegnarci.

Le compagnie di broadcasting sono così moderne, eppure con la leggerezza di Calvino, in un breve giretto si può passare da battere stivali e guanti di plastica su una vaschetta di pietre per fare i rumori di un’avventura radiofonica, ad ascoltare con quale sentimento sia stato possibile resistere al Male universale.

The blitz

Forse con troppo orgoglio si ricorda la vittoria inglese della Seconda guerra mondiale? Almeno nella popolazione è rimasta la coscienza di cosa fosse il bene e cosa il male: non è così brutto che il mezzo di comunicazione dia un certo tipo di insegnamento.
Noi, pare che ce lo siamo dimenticato da un bel po’.

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Una Risposta to “The Blitz”

  1. Irene gennaio 21, 2014 a 13:33 #

    Noi abbiamo dimenticato cosa sia il bene e il male, ma soprattutto cosa sia l’orgoglio e dignità. Fa riflettere pensare con quanta leggerezza una ragazzina arriva a denudarsi per prendere capi di abbigliamento gratis, o prostituirsi per pochi spiccioli di ricarica al cellulare. A quei tempi, non esisteva internet, non esistevano i cellulari, si leggeva, si ascoltava. Ora non si legge più, la cultura è dominata da una massa di notizie inutili che fungono solo da intrattenimento momentaneo. Chissà dov’è stato l’errore. In quale punto della catena generazionale, si è dato di più all’immagine piuttosto che al cervello. Vorrei essere un Doctor Who per tornare indietro nel tempo e capirlo, perché in ogni caso, un ritorno alle origini non ci sarà. Anzi sarà sempre peggio.

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